Scrittura web

scrittura-che-vende
Scrittura web, Scrittura consigli

Scrittura Persuasiva: esistono parole che vendono? + 30 esempi pratici

Hai presente quella sensazione di leggere un testo e pensare: «Ok, mi ha convinto, clicco/compro/mi iscrivo subito!»? Ecco, non è magia nera né ipnosi digitale. È scrittura persuasiva. L’arte di usare le parole non solo per informare, ma per guidare, coinvolgere e – diciamolo senza peli sulla lingua – far fare alle persone l’azione che desideriamo. Se pensi che sia roba da “copywriter americani da 10.000€ a landing page”, respira: in questo articolo troverai tutto quello che ti serve per capire cos’è la scrittura persuasiva, quali sono le tecniche più potenti e come applicarle subito nei tuoi testi. Non teoria astratta, ma 30 esempi pratici che puoi copiare e adattare alle tue email, alle tue pagine web o ai tuoi post social. E già che ci siamo, risponderemo anche a una domanda che tutti si fanno: esistono davvero parole che vendono? Ti anticipo la risposta: sì, ma non da sole. Le parole sono strumenti, e se le usi con metodo diventano leve potentissime. Insomma, se vuoi capire come trasformare i tuoi testi da “carini ma invisibili” a armi di conversione di massa, tieniti stretto: questa guida è fatta per te. Scrittura persuasiva: cos’è davvero (e perché ti serve) La scrittura persuasiva è la capacità di usare le parole per influenzare decisioni e comportamenti. Immagina di essere al mercato: due banchi vendono le stesse mele. Uno dice semplicemente “Mele in offerta, 2€ al chilo”. L’altro ti accoglie con un sorriso e aggiunge: “Queste mele vengono raccolte stamattina, sono croccanti e dolci: ideali per la torta di domenica”. Su quale banco ti fermeresti? Ecco la differenza: non è sinonimo di manipolazione, ma di intenzione chiara. Se il tuo obiettivo è aiutare la persona a scegliere la soluzione migliore per sé (che magari sei proprio tu), allora sei nell’ambito giusto. E ti dirò: le prime volte che provavo a scrivere testi persuasivi, mi sembrava tutto artificiale. Ricordo email che rileggevo e pensavo: «Oddio, sembra una televendita degli anni ’90!». Poi ho capito che il segreto non era scrivere frasi a effetto, ma imparare ad ascoltare meglio. Quando ho iniziato a mettermi davvero nei panni del lettore, con le sue paure, i suoi desideri e le sue urgenze, i testi hanno iniziato a funzionare. Non perché li stavo forzando, ma perché finalmente parlavano alle persone giuste nel modo giusto. Persuasione vs informazione: due stili a confronto Dove la scrittura persuasiva fa la differenza? I 7 principi psicologici della persuasione secondo Cialdini Robert Cialdini, psicologo e guru del marketing, ha studiato per decenni come funzionano i meccanismi della persuasione. Nel suo libro “Le armi della persuasione” ha codificato 6 principi fondamentali (poi diventati 7). Sono universali, perché basati su meccanismi cognitivi e sociali che tutti condividiamo. 1 Reciprocità: dare prima di chiedere Le persone tendono a restituire il favore quando ricevono qualcosa.Esempio: se offri un contenuto gratuito davvero utile, come una mini-guida o un webinar, il lettore si sentirà in debito e sarà più predisposto a fidarsi di te. 2 Impegno e coerenza: piccoli sì che portano a grandi sì Quando una persona compie una scelta, anche piccola, tende a comportarsi in modo coerente con quella decisione.Esempio: un’iscrizione gratuita a una newsletter aumenta la probabilità di un acquisto futuro. 3 Riprova sociale: se lo fanno gli altri, posso farlo anch’io Le persone si fidano delle scelte degli altri.Esempio: recensioni, testimonianze e numeri come “più di 10.000 clienti soddisfatti” aumentano la fiducia. 4 Autorità: ascoltiamo chi sa più di noi Tendiamo a seguire chi percepiamo come esperto o competente.Esempio: citare studi scientifici o dati concreti aumenta l’autorevolezza dei tuoi testi. 5 Simpatia: il potere dell’empatia Siamo più propensi a dire di sì a chi ci piace o ci somiglia.Esempio: usare un tono amichevole e condividere esperienze comuni crea un legame emotivo. 6 Scarsità: ciò che è raro diventa desiderabile Più una risorsa è percepita come limitata, più la desideriamo.Esempio: “Solo 5 posti disponibili fino a domenica” stimola il FOMO (fear of missing out). 7 Unità: il senso di appartenenza Ci fidiamo di più di chi sentiamo parte del nostro gruppo.Esempio: se ti rivolgi ai freelance e ti presenti anche tu come freelance, crei subito sintonia. Tecniche di scrittura persuasiva: dalla teoria alla pratica Le formule che funzionano: AIDA, PAS e 4P Le formule di copywriting sono vere e proprie mappe che ti aiutano a organizzare il testo in modo logico e naturale, così da guidare il lettore senza mai perderlo per strada. Funzionano perché seguono i passaggi tipici del processo decisionale umano: notare un problema, sentirne il peso, intravedere una soluzione e infine agire. Come e quando usarle: In pratica, queste formule sono strumenti versatili: non vanno usati in modo meccanico, ma come scheletri che ti aiutano a costruire testi fluidi, persuasivi e facili da seguire. Tecniche di scrittura persuasiva: come trasformare le parole in azione Headline persuasive: il titolo che fa clic Il titolo è il primo filtro: decide se il lettore continuerà o se passerà oltre. Una buona headline deve: Le parole che vendono davvero: le trigger words Le trigger words (letteralmente “parole che innescano”) sono termini capaci di attivare una reazione immediata nel lettore perché richiamano emozioni, desideri o bisogni universali. Sono scorciatoie cognitive: il cervello le riconosce al volo e reagisce senza bisogno di ragionare troppo. Esempi di trigger words potenti: Queste parole vanno usate e dosate con cura perché se usate a caso rischiano di sembrare spam. Funzionano davvero solo se inserite in un contesto coerente, dove il beneficio promesso viene mantenuto. Benefici, non caratteristiche Le persone non comprano caratteristiche tecniche, ma ciò che queste rendono possibile. Ci avevi mai pensato? Prova a fare questo esercizio prima ancora di scrivere, e se vuoi raccontami come va! Storytelling persuasivo: emozioni che guidano l’azione Lo storytelling non è decorazione, è strategia. Le storie: Call To Action: spingere senza forzare Contesto Prima Dopo Landing page “Benvenuto sul nostro sito” “Scopri come 1.200 professionisti hanno già aumentato le vendite con noi” Landing page “Registrati qui” “Unisciti gratis a oltre 5.000 marketer che ricevono strategie

scrittura- testi- seo
Scrittura web, SEO copywriting

Come scrivere i testi del tuo sito web: guida pratica e (davvero) professionale

Scrivere i testi del proprio sito web non è solo un esercizio di stile, è una vera e propria operazione strategica. Quando si parla di strategia, entrano in gioco tanti elementi: identità, posizionamento, SEO, tono di voce, obiettivi di business e conversione. Insomma, testi sito web efficaci significa riuscire a raccontare chi sei e cosa fai in modo comprensibile, coinvolgente e orientato a far agire chi legge. Non basta scrivere bene: bisogna scrivere giusto. Occorre raccontare al meglio quello che si fa, in modo chiaro, coinvolgente e coerente. Restare leggibili, comprensibili e autentici non è un’opzione: è la base. Insomma, non basta scrivere bene: bisogna scrivere giusto. Leggibilità, attenzione e fruizione: come leggono davvero i tuoi utenti online? Scrivere testi per il web significa affrontare una realtà spesso sottovalutata: abbiamo pochi secondi per catturare l’attenzione. In media, un utente decide se restare o uscire da una pagina in meno di 9 secondi. E anche chi resta, legge in modo disfunzionale: salta, scorre, cerca con gli occhi. Raramente legge tutto, parola per parola. E questo sai cosa significa? Che i tuoi contenuti devono essere subito comprensibili, ben formattati e semplici da leggere. Ecco perché la leggibilità è cruciale: In pratica, il tuo compito è facilitare la lettura. Aiutare l’occhio a orientarsi e la mente a restare. Perché anche il contenuto più utile del mondo, se non è leggibile, verrà ignorato. In questo articolo ti accompagno passo passo nella scrittura dei testi del tuo sito, con l’esperienza maturata in oltre 40 progetti seguiti (e posizionati) per freelance, professioniste e brand digitali. Ti mostrerò non solo cosa scrivere, ma anche perché ogni parola conta quando si tratta di presentarti online e far lavorare il sito per te. Quando pensavo che scrivere bene fosse abbastanza Quando ho iniziato a fare questo lavoro, pensavo che “scrivere bene” fosse tutto ciò che serviva. Sapevo usare le parole, avevo una buona sintassi, padroneggiavo il ritmo delle frasi. Insomma, mi sentivo pronta. Ma poi sono arrivati i primi progetti web e mi sono scontrata con una realtà completamente diversa: la scrittura online non segue le stesse regole dei temi scolastici o degli articoli di giornale. Mi sono resa conto che un testo ben scritto non è detto che funzioni. Perché online le persone leggono in modo diverso, cercano qualcosa di preciso, decidono in pochi secondi se restare o andarsene. E i motori di ricerca, dal canto loro, hanno criteri tecnici per capire se quel testo merita visibilità. Così ho studiato, testato, riscritto. Ho imparato che la scrittura web è fatta di obiettivi, intenzioni e architetture e che, se fatta bene, non perde anima: la moltiplica. Testi SEO-oriented e intenti di ricerca: scrivere per chi cerca (e per cosa cerca) Scrivere testi SEO-oriented non significa solo infilare qualche parola chiave qua e là. Significa scrivere per rispondere agli intenti di ricerca: ovvero alle reali esigenze/motivazioni che spingono una persona a digitare qualcosa su Google. Gli intenti possono essere diversi: Un sito ben fatto risponde a tutti questi intenti, con testi ottimizzati ma naturali, pensati per aiutare l’utente a trovare esattamente ciò che cerca. E accompagnarlo, passo passo, verso la scelta migliore: lavorare con te. Testi sito web che convertono? Perché scrivere bene non basta Serve una scrittura strategica Uno dei malintesi più comuni è questo: “Basta che sia scritto bene”. E invece no. I testi del tuo sito devono essere: La scrittura per il web ha regole proprie, è ibrida per definizione: unisce empatia e dati, estetica e funzionalità, personalità e ottimizzazione. È il punto d’incontro tra la tua voce e i bisogni di chi ti cerca. Se scrivi solo per piacere a Google, il tuo sito suona freddo. Se scrivi solo per te, rischi di non farti trovare. La via di mezzo è quella giusta, ed è proprio quella che ti aiuto a costruire con questo articolo. 1. Home page: accogli, orienta, incuriosisci La Home è la porta d’ingresso del tuo sito. Non deve dire tutto, ma deve far venir voglia di restare. In pochi secondi chi atterra qui deve capire: Cosa scrivere: Un esempio concreto: Immagina di avere un centro di massaggi olistici. Invece di scrivere “Massaggio olistico personalizzato”, prova con: “Aiuto corpo e mente a ritrovare equilibrio con trattamenti su misura, pensati per sciogliere tensioni profonde e riportarti in ascolto di te stessa.” Errori da evitare: 2. Pagina Chi sono: costruisci fiducia (senza egotrip) (tono di voce, identità di brand) La pagina “Chi sono” è quella che fa da ponte tra la tua professionalità e l’identificazione del lettore. Qui non vendi direttamente, ma fai qualcosa di più importante: crei relazione. Chi atterra su questa pagina spesso è già interessato, ha bisogno di sapere con chi ha a che fare e capire se può fidarsi e affidarsi. Cosa scrivere: Perché è strategica: Molte persone decidono se contattarti leggendo proprio questa pagina, solitamente una delle più lette. Si aspettano chiarezza, coerenza e un tono di voce riconoscibile. È uno dei momenti in cui il copywriting per siti deve trovare il giusto equilibrio tra narrazione e funzionalità. Errori da evitare: 3. Servizi: descrivere l’offerta in modo coinvolgente La pagina servizi è quella in cui il lettore diventa potenzialmente cliente. Il problema è che non funziona se ti limiti a fare l’elenco delle cose che offri. Devi mostrare: Struttura consigliata: Un esempio pratico: Invece di: “Trattamento craniosacrale – durata 60 minuti, 60 euro” Scrivi: “Un trattamento profondo per sciogliere le tensioni emotive e fisiche che si accumulano nel corpo. 60 minuti di ascolto e riequilibrio, per uscire con una nuova consapevolezza. Prenota ora il tuo spazio di benessere.” Suggerimento SEO: Ogni servizio può (e spesso deve) avere una sua pagina dedicata. Questo aiuta la chiarezza per l’utente e il posizionamento nei motori di ricerca. 4. Pagina Contatti: semplice, accogliente, funzionale (call to action efficace) La pagina contatti è troppo spesso sottovalutata. In realtà è una delle più strategiche, perché chi ci arriva è già pronto a interagire. Qui servono chiarezza, rassicurazione e praticità. Cosa includere nei contatti? Evita: 5.

scrivere- con- ai
Scrittura consigli, Scrittura web

6 e più consigli per scrivere con AI e ChatGPT: articoli blog efficaci

Quante volte devi scrivere l’articolo del blog ma non fai che rimandare per mancanza di tempo, voglia o concentrazione? Non sei pentita di aver aperto questo canale (e fai bene, con costanza e impegno avrai risultati) eppure sai che se trovassi un modo per velocizzare la scrittura probabilmente otterresti risultati migliori. Comunicare richiede tempo e dedizione, e sì, scrivere con AI articoli blog efficaci e utili, potrebbe fare al caso tuo, ma solo se sai come usarla. Se vuoi articoli che parlino davvero al tuo pubblico, che siano ben posizionati sui motori di ricerca e che rispecchino il tuo stile, non basta dare qualche prompt a caso, serve che sia tu a guidare la creazione del contenuto. “La tecnologia è solo uno strumento. Nel creare relazioni e fiducia, il cuore umano deve essere al centro.” – Dalai Lama Vediamo come scrivere articoli di blog efficaci con l’AI, evitando errori comuni e sfruttandola al meglio. Scrivere con AI articoli blog che piacciano a Google (e alle persone!) 1 La base per un articolo efficace: fallo con l’AI Prima di iniziare a scrivere, definisci l’obiettivo del tuo articolo (questo vale sempre eh, non solo con AI): vuoi informare, ispirare o persuadere? La chiarezza su questo aspetto guiderà l’AI nel creare contenuti mirati e davvero pertinenti per il tuo target di lettori (sai chi sono le tue reader personas?). Crea una scaletta ben strutturata Dividi l’articolo in sezioni logiche, come introduzione, corpo e conclusione, con sottosezioni chiare. Questo aiuta l’AI a seguire una direzione precisa, evitando contenuti disorganizzati. Puoi interagire direttamente con la Chat e creare un Prompt (comando per AI) per una scaletta, come ad esempio: “Genera una scaletta dettagliata per un articolo blog con il seguente argomento: [inserisci argomento, es. Come migliorare la produttività con l’AI].Il pubblico target è: [descrivi il target, es. libere professioniste che vogliono ottimizzare il proprio lavoro quotidiano].Lo stile deve essere: [specifica lo stile, es. professionale, ma semplice e accessibile].La scaletta deve includere: Attenzione, questo è un suggerimento indicativo, personalizza e rendi ancora più specifico il “comando”. Ricerca e keyword strategiche Identifica le parole chiave che vuoi includere (il mio consiglio è di farlo studiando la SERP di Google e i suoi risultati, se non sei esperta, oppure con dei tool specifici per la SEO, tipo SEOZoom, Google Keyword Planner (gratuito) o Ubersuggest Neil Patel. Pro Tip: annota i risultati della ricerca e usa una keyword primaria e alcune secondarie per ogni sezione. 2. Scrivere con l’AI: come ottenere il massimo dell’efficacia e risparmiare tempo? Una volta impostata la scaletta e scelti gli argomenti principali, puoi iniziare a coinvolgere l’AI. Usa Prompt chiari Fornisci input dettagliati: più nutri l’AI più otterrai delle risposte vicine alle tue esigenze (vale per il blog e vale per tutto anche questo). Ad esempio, anziché scrivere “Genera un testo sulla scrittura con AI”, specifica: “Scrivi un paragrafo sulle migliori pratiche per integrare l’AI nella scrittura di articoli”. Puoi implementare il comando anche con delle fonti, esempi di stile o di contenuto. Lavora a sezioni Genera una sezione alla volta. Questo ti consente di mantenere il controllo sulla qualità e di evitare testi generici o incoerenti. e poi solitamente l’AI tende ad essere più puntuale e attenta se le dai mento testo su cui lavorare: spacchettare il contenuto aiuta a ricevere risposte più in focus. Di conseguenza risparmi tempo e ottimizzi i risultati. Esempio pratico Se devi scrivere un’introduzione su come usare l’AI per migliorare il processo creativo, il Prompt potrebbe essere: “Scrivi un’introduzione di 100 parole sull’importanza di guidare l’AI per generare contenuti autentici, inserisci il punto di vista XY e dai subito la soluzione ai miei lettori”. 3. Ottimizzazione del testo: il tocco umano Dopo aver utilizzato l’AI per creare una bozza, arriva la parte più importante: personalizzarla. Scrivere con AI non è così semplice come si pensa. Perché? Perché non bisogna limitarsi mai ai primi risultati: ricorda di rielaborare il testo. Questa fase è sempre molto importante e delicata. Verifica dei contenuti L’AI può includere dati errati o inventati (il fenomeno dell’hallucination). Controlla sempre le fonti per garantire accuratezza e credibilità. SEO e leggibilità Assicurati che il testo sia ottimizzato per i motori di ricerca e leggibile per i tuoi lettori. Personalizzazione del tone of voice Integra il tuo stile unico e aggiungi un tocco personale. Un contenuto ben fatto deve rispecchiare la tua identità, non sembrare scritto da una macchina. Il blog deve rappresentare il tuo personal brand, far emergere il tuo modo di fare le cose e la tua visione. 4. Errori comuni da evitare 1 Non strutturare il contenuto: Uno degli errori più frequenti è iniziare a scrivere senza una struttura definita. Un articolo privo di organizzazione rischia di disorientare il lettore e far perdere interesse. Prima di generare contenuto con l’AI, è utile creare una scaletta chiara con introduzione, corpo e conclusione, oltre a suddividere il testo in sezioni tematiche che possano agevolare davvero chi legge. 2 Generare testi troppo lunghi o fuori tema: 3 Affidarsi completamente all’AI: 4 Ignorare il pubblico di destinazione: 5. Esempi pratici per scrivere con AI articoli blog Titoli ottimizzati Prompt: “Genera 5 titoli accattivanti per un articolo sul blog writing con AI”. Esempio generato: “Come scrivere articoli con AI e farli brillare online”. Call-to-action efficaci Prompt: “Scrivi una call-to-action per invitare i lettori a commentare l’articolo”. Esempio: “Hai già provato a scrivere con l’AI? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!” Piramide Rovesciata 6. Strumenti utili Scrivere con AI articoli blog: come cambia la visibilità nell’era dell’AI Overview di Google L’introduzione dell’AI Overview su Google Search sta rivoluzionando il modo in cui le persone cercano informazioni online. L’intelligenza artificiale genera ora risposte sintetiche direttamente nella pagina dei risultati, combinando dati provenienti da diverse fonti. Ma se ti stai chiedendo quale ruolo ha oggi la scrittura di contenuti… la risposta è chiara: scrivere articoli blog con AI non solo è ancora utile, ma diventa strategico. Infatti, le AI come quella di Google non inventano le informazioni: le estraggono da contenuti esistenti.

google-business-profile
Scrittura web

Google Business Profile, SEO e scrittura: una bomba che non stai sfruttando

Avrai spesso sentito dire che la visibilità online attraverso l’ex Google My Business (GMB), oggi chiamato Google Business Profile, è fondamentale per il successo di qualsiasi attività locale. Aggiungiamo un pezzetto: puoi ottenere buoni risultati anche se non hai un’attività locale. Google Business Profile tra SEO e informazioni accessibili, scrittura e recensioni dei clienti, è lo strumento gratuito perfetto per ottimizzare la tua presenza su Google. “Cosa c’entra la scrittura con Google Business Profile, non serve solo per trovare i ristoranti?”. Google Business Profile, se utilizzato correttamente, può potenziare la tua visibilità online. E non si tratta solo di creare una scheda: è la qualità e la regolarità dei tuoi post che possono davvero fare la differenza. Vediamo come. Da Google My Business a Google Business Profile: chiamiamolo col nome giusto Forse ti sei persa il cambio di nome: da un po’ di tempo, Google My Business si chiama Google Business Profile. Stesso concetto, interfaccia leggermente aggiornata, ma identico potenziale. E no, non serve avere un negozio fisico: se sei una libera professionista, un’ostetrica, una consulente, una coach (o tutto questo insieme), la scheda può diventare una preziosa alleata. Perché aprire (o aggiornare) la tua scheda Google Business Profile Anche se non hai una sede fisica, puoi: In pratica, la tua scheda Google Business Profile diventa una sorta di biglietto da visita dinamico: non è solo un’informazione statica, è uno spazio vivo che parla di te anche quando non sei online. Può convincere una persona indecisa, rassicurare chi ti ha scoperta per caso, o aiutare chi ti cerca da tempo a capire se sei la professionista giusta. E più la curi – nei contenuti, nelle immagini, nella frequenza – più Google la considera rilevante. Tradotto: più possibilità hai di essere trovata da chi ha davvero bisogno del tuo lavoro. Scrivere su Google Business Profile: non è solo una vetrina Hai presente quando aggiorni Instagram o scrivi un articolo per il blog? Ecco, anche i post su Google Business Profile meritano la tua cura. Non sono un’appendice noiosa o una formalità da sbrigare, ma un’occasione concreta per rafforzare la tua presenza online in modo coerente e strategico. Puoi usarli per raccontare: Non sottovalutare il potere di un aggiornamento fatto bene: ogni post pubblicato contribuisce a tenerti attiva agli occhi di Google, che ama i profili aggiornati e pertinenti, e interessante agli occhi delle persone, che vedono in te una professionista presente, aggiornata e curata. È un piccolo spazio editoriale gratuito che può lavorare per te ogni giorno, basta solo decidere di usarlo con un pizzico di intenzionalità. Come scrivere un post efficace su Google Business Profile Spoiler: non basta buttare lì due frasi e un’emoji. Scrivere un buon post su Google Business Profile richiede un minimo di strategia, soprattutto se vuoi che quel contenuto lavori davvero per te e arrivi alle “persone giuste”. Parti da un titolo chiaro o da una frase d’impatto I primi secondi contano, anche qui. Attira subito l’attenzione con una domanda, una frase emotiva o una promessa concreta (“Hai già visto il nostro nuovo corso?” oppure “Cosa succede quando smetti di ignorare i tuoi bisogni?”). Non c’è bisogno di inventarsi titoli da giornale, basta qualcosa che incuriosisca e inviti a leggere. Mantieni il testo chiaro, sintetico e orientato all’azione Ricorda che Google Business Profile non è il luogo per scrivere lunghi post: meglio andare dritta al punto. Spiega cosa offri, a chi ti rivolgi e perché può essere utile. Meglio ancora se chi legge capisce cosa deve fare dopo aver letto: cliccare, prenotare, contattarti… Inserisci una call to action efficace Una buona CTA (call to action) è ciò che trasforma un lettore passivo in un’azione concreta. “Prenota ora”, “Scopri il programma completo”, “Contattami su WhatsApp”, “Leggi l’articolo completo” sono esempi semplici, ma che funzionano. Non lasciarlo/a con il dubbio sul “e ora?”. Aggiungi un’immagine coerente con il contenuto Una foto di qualità, un’immagine che parla del tuo mondo o del servizio in questione: scegli contenuti visivi curati, coerenti con la tua identità di brand. Ricorda che l’immagine è spesso la prima cosa che colpisce l’occhio. Inserisci parole chiave rilevanti Sì, anche qui la SEO fa la sua parte. Usa parole e frasi che descrivono i tuoi servizi, il tuo settore, la tua città o area di riferimento (se ne hai una). Questo aiuta Google a capire meglio di cosa ti occupi e a farti trovare da chi sta cercando proprio te. In poche righe, un buon post su Google Business Profile può essere uno strumento di comunicazione online potentissimo. E la cosa bella è che non serve pubblicare ogni giorno, ma occorre farlo bene, con costanza e coerenza. Come scrivere la descrizione di un servizio (che funziona davvero) Quando scrivi la descrizione di un servizio, non limitarti a dire cosa fai: racconta perché lo fai e per chi. Parti sempre dal bisogno di chi legge, una domanda, un dubbio, una difficoltà concreta, e usa parole semplici per spiegare in che modo il tuo servizio può essere d’aiuto. Niente frasi generiche come “percorso personalizzato”: descrivi in modo pratico cosa succede, cosa può aspettarsi la persona e quali benefici può ottenere. Aggiungi qualche dettaglio che faccia sentire chi legge nel posto giusto: a chi è pensato il servizio? Cosa cambierà nella sua quotidianità grazie al tuo supporto? Infine, chiudi sempre con un invito all’azione chiaro ma accogliente: una frase che incoraggi a scriverti, prenotare o fare il primo passo, senza forzature ma con presenza. Scrivere un buon testo per i servizi non è un esercizio di stile, ma un modo concreto per costruire fiducia e far capire – in poche righe – che sei la persona giusta a cui rivolgersi. Checklist per scrivere (bene) la descrizione di un servizio: Un testo che spunta tutte queste caselle… lavora già per te! La ciliegina: le recensioni (e come rispondere) Sì, anche le recensioni sono scrittura. E sì, anche se arrivano “dagli altri”, puoi (e dovresti) farci qualcosa. Ricevere una recensione positiva è bello, certo. Rispondere in modo curato è un’opportunità

testi-per-vendere
Scrittura web, Scrittura consigli

Testi persuasivi: evita il futuro per 3 e più motivi

Sei pronta a dare vita ai tuoi testi persuasivi, trasformandoli in potenti generatori di vendite? Immagina di conquistare il pubblico, spingerlo all’azione e trasformare le loro intenzioni in acquisti con una sequenza di parole ben piazzate. Sì, è tutto possibile! Ma c’è una cosa che mette i bastoni tra le ruote anche ai messaggi più efficaci: il tempo futuro. Il futuro nei testi persuasivi? Non ha futuro! Scrivere testi di vendita con il futuro è come prendere una strada sterrata quando potresti prendere l’autostrada. Non è un errore grammaticale o di struttura, ma ti pone davanti a un’altra sfida: rischi di indebolire la potenza del tuo messaggio. Perché succede questo? Continua a leggere per scoprire almeno i tre motivi cruciali (ma ne vedremo anche altri) che rendono il tempo presente il vero protagonista nei testi persuasivi. Cosa si intende per testi persuasivi? Oggi i testi persuasivi sono il segreto per coinvolgere il pubblico, trasmettendo fiducia, empatia e un senso di urgenza. Non si tratta solo di elencare i vantaggi di un prodotto o servizio, ma di creare un legame emotivo con il lettore/consumatore, offrendo soluzioni concrete ai loro problemi e bisogni. Sono come il tuo migliore amico che ti spinge a fare quel salto di fiducia. Ti incoraggia, ti sprona, e alla fine ti porta dove vuoi essere. o almeno, così dovrebbero essere. Anche perché abbiamo davanti delle persone (a proposito hai creato le tue reader personas? Ecco come fare) sempre più attente e “skillate”, che per capirci, non si bevono (fortunatamente a mio avviso) più tutta quella solfa del copy di vendita classico. I testi persuasivi sono orientati all’azione, utilizzando il potere delle parole per spingere i lettori verso una decisione d’acquisto, il più immediata possibile. Incorporano elementi di storytelling, leve della persuasione (come la riprova sociale e autorità) per accrescere la credibilità del messaggio e guidare il pubblico verso l’azione desiderata. Insomma, roba da “markettari” starai pensando, e invece no, non più: non ci sono più frontiere, e con i social, Instagram in primis, tutti i professionisti o imprese che comunicano vogliono anche vendere (ovvio). Ritorno al futuro parte prima: e poi vediamo se tornerà Nel campo della comunicazione persuasiva, l’utilizzo del tempo futuro può rappresentare una sfida significativa. Secondo Roger Dooley, star del neuromarketing, in un articolo pubblicato su Forbes, l’abuso di espressioni al futuro può innescare incertezze nei potenziali clienti, minando la fiducia nelle promesse fatte. Dooley evidenzia come frasi che prevedono un risultato futuro, come “sarai in grado di…”, possano sembrare ambigue e generare dubbi, piuttosto che convincere dell’efficacia di un prodotto o servizio. Questa osservazione suggerisce che le promesse vaghe legate al futuro possano non essere sufficientemente persuasive per stimolare l’azione dei consumatori. L’incertezza associata alle previsioni future è un concetto ampiamente riconosciuto nel marketing e nella psicologia del consumatore. Il futuro, per sua natura, è intriso di incognite e promettere successo o vantaggi in un tempo indefinito può risultare in una percezione di rischio da parte del potenziale cliente. Gli individui pare preferiscano opzioni con esiti chiari e sicuri. Quindi, perché non offrire loro una certezza adesso invece di promesse future incerte? Insomma tutto chiaro? Il futuro è incerto anche nel marketing! Facciamo un esempio concreto di testi persuasivi La specificità del presente ti fa sentire già un passo più vicino al tuo obiettivo: perché aspettare il futuro quando puoi ottenere risultati già adesso? 3 motivi per NON utilizzare il tempo futuro nei testi persuasivi e di vendita: l futuro nel mondo dei testi persuasivi? Meglio evitare, ecco perché: Altre 2 tips per i tuoi testi persuasivi: 1 L’urgenza del presente: come alimentare le decisioni Hai presente quella sensazione di dover fare qualcosa subito, senza aspettare il momento giusto? Ecco, questa è l’”urgente urgenza” del presente nei testi persuasivi! Quindi, diamo un’occhiata più da vicino: immagina il presente come quel tipo agitato che ti spinge a muoverti ora e non più tardi. Quando mettiamo il focus sul presente nei nostri messaggi, creiamo quel senso di “ora o mai più” che ti fa alzare dalla sedia e agire. E aspetta, c’è di più! Le frasi al presente non solo danno un calcio al sedere, ma spingono i potenziali clienti a decidere con rapidità e sicurezza. È come se dicessero: “Non aspettare, agisci adesso!”. E sai una cosa? Funziona davvero. Solo in quest’ultimo anno ho scritto copy di vendita per almeno 30 siti e ti posso confermare che tante landing stanno generando traffico di qualità e contatti utili. 2 La Connessione emotiva del Qui e Ora Il buon Orazio ci diceva Carpe Diem, oggi facciamo un salto nel qui e ora dell’emotività! È proprio qui che si crea quel legame immediato con il pubblico. Quando parliamo al presente, il pubblico si sente coinvolto, come se fosse parte della storia che stiamo raccontando. E cosa c’è di meglio che farli sentire parte di qualcosa? Niente! Ecco perché il presente è il migliore amico di chi vuole vendere. Aiuta i tuoi potenziali clienti a immaginare il futuro luminoso che il tuo prodotto o servizio può offrire proprio adesso. Futuro strategico: come usare il futuro nei testi persuasivi? Il futuro potrebbe sembrare un po’ come quel parente strano che non sai mai cosa aspettarti, ma non lo escludere completamente dalla tua vita di scrittore persuasivo! Certo, potrebbe essere un po’ rischioso se non lo gestisci con cura, ma con un tocco di genialità strategica, può diventare il tuo migliore alleato. Nei testi persuasivi puoi utilizzare il concetto di futuro meglio evitare la declinazione del verbo nel tempo futuro. 3 Esempi per utilizzare il futuro nei testi di vendita: 1. Descrivere la visione del tuo brand: In questo caso, il futuro viene utilizzato per delineare l’ambizione del brand e la sua mission. 2. Illustrare scenari futuri possibili: Il futuro viene utilizzato per mostrare i potenziali benefici del prodotto o servizio in un contesto realistico. 3. Offrire garanzie o assicurazioni sul futuro: Il futuro viene utilizzato per rassicurare il cliente e aumentare la sua fiducia nel brand. Altri esempi per sfruttare il concetto di futuro: In tutti questi casi, il futuro è utilizzato in modo strategico per rafforzare il messaggio del copy e aumentare la sua efficacia, ma non attraverso il tempo futuro, quanto attraverso l’idea di futuro! Ti è chiara la differenza?

scrittura-su-instagram
Scrittura web, Scrittura consigli

Scrittura creativa su Instagram: la creatività vende?

La scrittura non è solo un modo per scarabocchiare pensieri su un foglio, è come una bacchetta magica per la mente, che ti aiuta a riflettere, a conoscere te stessa e a combattere quei piccoli mostri chiamati stress emotivi. E indovina un po’? Questa magia non si ferma solo a te. Anche i brand vogliono un po’ di questa pozione miracolosa, perché ne hanno capito da tempo la potenza e la necessità per creare una comunicazione di brand efficace e di valore. Ma cosa succede alla scrittura creativa su Instagram? Continua a leggere e scopriamolo insieme… Scrittura creativa su Instagram, e oltre La scrittura creativa è l’arte di raccontare storie, di evocare emozioni, di dipingere quadri con le parole. È quel tipo di scrittura che ti fa perdere nel tempo, che ti trasporta in un altro mondo. Ma non pensare che sia relegata solo ai libri o alle poesie tradizionali. In un’era digitale come la nostra, la scrittura creativa ha trovato nuovi palcoscenici: blog, e-book, newsletter e, appunto, Instagram. Pensa a quei post che ti hanno fatto sorridere o a quelli articoli che ti hanno commosso fino alle lacrime. E non è tutto. La scrittura creativa si manifesta anche in formati web innovativi: La scrittura creativa, quindi, non è solo un mezzo per esprimersi, ma è diventata uno strumento essenziale per connettersi e coinvolgere il pubblico nell’era digitale. Cosa dicono gli studi? Alcuni studiosi in camice bianco (probabilmente non indossavano davvero camici bianchi, ma fa figo immaginarlo) hanno scoperto che i brand che raccontano storie avvincenti e genuine creano legami più stretti con i loro clienti (studio pubblicato nel Journal of Marketing Research) un po’ come una stretta di mano tra vecchi amici. Una stretta di mano che si traduce in clienti fedeli, un’immagine brillante del brand e, ovviamente, in una bella pentola di monete d’oro. Un altro gruppo di ricercatori ha rivelato anche che raccontare storie vere rende i brand più “umani”, come il vicino di casa con cui vorresti fare un barbecue. In poche parole: se vuoi che il tuo brand brilli e balli al ritmo giusto, la scrittura creativa è la tua DJ! Cosa succede quando scrittura creativa e Instagram si incontrano? Hai mai avuto quella sensazione di vertigine quando leggi un libro talmente bello da dimenticare dove sei? E poi, PUF! Apri Instagram e ti ritrovi davanti a un post che sembra uscito dalla tastiera di un robot annoiato? Sì, è il grande duello tra la scrittura da Oscar e quella… beh, un po’ meno brillante. Instagram è come quella discoteca super cool dove tutti vogliono essere visti. Ma non basta una foto patinata o un filtro vintage per attirare l’attenzione. Serve una storia, una di quelle che ti fanno battere il cuore a mille. E qui entra in gioco la scrittura creativa. Tutto dipende da quanto conosci le tue persone, il tuo target, ma anche dagli obiettivi di comunicazione efficace che ti prefiggi (ne hai, vero?). Ma attenzione! Non si tratta solo di scrivere frasi ad effetto o citazioni profonde. È una vera e propria arte equilibrare l’anima poetica con la necessità di essere chiari e diretti. Dopotutto, su Instagram hai solo pochi secondi per catturare l’attenzione di qualcuno prima che continui a scorrere. E sai qual è il segreto? Essere autentici. La gente vuole sentire la tua voce, non quella di un robot, vuole ridere, piangere, emozionarsi con te. Quindi, la prossima volta che posti qualcosa, pensa a come potresti raccontare una storia, anche in poche parole. “Tutto quello che devi fare è scrivere una frase vera. Scrivi la frase più vera che conosci.” – Ernest Hemingway In breve, Instagram non è solo un album di foto. È un palcoscenico, e con la giusta scrittura, puoi essere la stella brillante che tutti sono venuti a vedere. Scrittura Creativa su Instagram: il lato dei Creator Ecco cosa succede quando un creator, armato di penna, inchiostro e un pizzico di follia, decide di conquistare il regno di Instagram: magia pura! Immagina un artista che dipinge quadri con le parole, trasformando ogni post in un piccolo capolavoro. Ogni caption diventa una storia avvincente, ogni commento un dialogo intrigante. Ma non è solo questione di belle parole. È un vero e proprio spettacolo di luci, colori e emozioni. I creator esperti riescono a giocare con le parole, a farle danzare in armonia con le immagini, a creare un’atmosfera unica che cattura e incanta. E il risultato? Un feed Instagram che non è solo una raccolta di foto, o reel, ma un viaggio emozionante nel mondo del loro progetto o brand che sia. Scrittura Creativa su Instagram: il lato delle libere professioniste o imprenditrici E poi ci sono quelle eroine del business, le libere professioniste o imprenditrici che, con passione e determinazione, curano da sole i contenuti del loro brand su Instagram (o ne delegano dei pezzi). Per loro, la scrittura creativa è un’arma segreta, la più grande alleata della loro comunicazione. Non si tratta solo di vendere un prodotto o un servizio, ma di raccontare una storia, di creare una connessione emotiva con il pubblico. Ogni post è un capitolo di un libro che parla di sogni, sfide, successi e, soprattutto, di autenticità. Queste donne sanno che, in un mondo di contenuti clonati, la scrittura creativa è la chiave per distinguersi, per mostrare al mondo la vera essenza del loro brand. E, fidati, quando la scrittura creativa incontra la passione e la dedizione di queste professioniste, Instagram diventa un luogo magico dove tutto è possibile (proprio per questo aiuto le professioniste ad allenare la loro capacità di scrittura con La Scrittureria, la prima palestra di scrittura social e web, corri a scoprire la prossima edizione!). La coerenza nel racconto di brand non esclude la creatività La creatività è un punto di forza, e non deve diventare un punto di debolezza. Immagina il tuo brand come un personaggio di un libro. Ha una sua voce, un suo stile, un modo tutto suo di raccontare storie e di interagire

scrivere -fa- bene
Scrittura web, Scrittura consigli

Scrivere fa bene: se sai anche leggere e leggerti

Scrivere fa bene, e non lo dico solo io, anzi, non lo dico affatto io, lo dicono i fatti (dai, lo dice la scienza suonava troppo accademico). La scrittura riesce a catturare emozioni, racconta e riesce anche a incanalare i tuoi perché, i valori e le percezioni. Insomma, posso dire che la scrittura fa brand, sei d’accordo? Non a caso la scrittura è anche utilizzata come vero strumento terapeutico, in grado di connetterti con parti assopite o celate del tuo stesso inconscio. Ma, per essere più veniali e concreti, la scrittura fa bene anche al tuo business, che tu sia freelance o meno, quindi meglio non sottovalutarne il potere. Ecco spiegato il perché… Perché scrivere fa bene al tuo brand? Quando dico che scrivere fa bene al tuo brand, presuppongo, innanzitutto, che tu sappia di essere un brand: libera professionista, imprenditrice di te stessa e della tua attività (se non ne sei convinta scopri come ti aiuto con la consulenza di comunicazione online). Molti professionisti commettono ancora l’errore di arenarsi sulla propria comunicazione, digitale o offline, sottostimando di troppo quella che invece è l’enorme portata (anche economica e di conversione stessa) strategica che abbiamo tutti a disposizione sotto i nostri occhi. Sì, proprio sotto il nostro naso, attraverso canali divenuti ormai pane quotidiano, non solo per i comunicatori di turno addetti ai lavori, ma anche per chi, pur non essendo del mestiere, deve autopromuoversi e procacciare i propri clienti. Parlo naturalmente dei social (Instagram, LinkedIn e lo stesso TikTok), del blog (che, vivo e vegeto, se la sta vedendo alla grande ed ecco a cosa serve un blog), della newsletter. Considera che ad esempio, solo nel 2022 (ancora in corso) è già stato stimato che in Italia, gli utenti di Instagram si aggirano attorno ad un numero di circa 25,6 milioni, e che, la media di fruizione giornaliera, è di almeno 30 minuti (stima in crescita con l’avvento di video, dirette e reel) a persona. ti rendi conto che movimento pazzesco? Insomma abbiamo contenuti facili da reperire, per tutti, e ovunque. Davvero, dunque, occorre ancora chiedersi il perché scrivere fa bene al brand!? Scrivi bene oggi anche per domani Quindi la scrittura, ad oggi, è in grado di aprire tante porte. Non sempre da sola (vedi su Instagram video, reel, foto ecc.), ma coadiuvata da tante altre azioni/attività che possiamo portare avanti, spesso in autonomia, o comunque con poco impegno economico. Quello che invece richiede tempo ed energie costanti è invece il soffermarsi sui contenuti: crearne di nuovi, possibilmente sempre interessanti e appetibili per il proprio target. Facile? Affatto! Importante? Di più! Quindi cosa fare? Incomincia tu stessa a vedere lo scrivere come un mezzo per il tuo business, e non solo un contorno o un “di più”, ma come parte integrante e fondamentale della tua strategia comunicativa. Con la scrittura puoi… 1 Arrivare al tuo target Scrivere fa bene perché ti permette di arrivare al tuo target di riferimento: Con le parole che scegli per raccontare la tua attività, con il tono di voce e le sfumature che decidi di apportare alla tua comunicazione scritta, con i contenuti che prepari, puoi fare breccia direttamente sul tuo pubblico ideale. Senza filtri o passaggi, senza distorsioni e rumori dei messaggi (teoria dell’informazione e paradigma di Shannon: il rumore è qualunque cosa che è in grado di modificare il messaggio), o comunque tenuti sotto controllo diretto di chi elabora la comunicazione scritta. 2 Veicolare il giusto messaggio Cosa vuol dire “giusto” messaggio? Il messaggio più giusto rispetto ai tuoi obiettivi e scopi comunicativi: dunque connesso alla strategia stabilita a monte. 3 Avere un’opportunità di raccontare, e raccontarti, tutta tua Quanto c’è di tuo in quello che scrivi (anche a proposito del tuo brand/attività professionale, o meglio, quanto ci sei tu in quelle parole? Anche se stai delegando la parte di scrittura dei contenuti (se vuoi delegare il blog corri da me) ricorda di concordare con chi scrive anche una parte relativa al tuo personal branding. Se tu sei il tuo brand, e lo se, devi essere anche tra le righe scritte del blog o dei social, che non vuol dire esserci fisicamente, ma esserci con: Inoltre è un modo per poter finalmente dire la tua, anche quando è fuori dal coro o quando forse sai già saranno in tre a leggere davvero, ma tu sai che già solo se qualcuno avrà recepito il tuo messaggio sarà una bella vittoria per te! 4 Porti come leader Il potere della scrittura è anche quello di aiutarti a diventare, in un certo senso, leader di idee e concetti, che, naturalmente, non vuol dire fingersi o atteggiarsi a guru “de noi artri”, quanto, piuttosto, è utile a verticalizzare la tua comunicazione su certi argomenti. Marika parla di blog, scrittura per il web felice ecc. 5 Fare community L’altra faccia della medaglia è sicuramente il fare community: più scrivi, più ti esponi, più interecetterai esigenze e bisogni di un pubblico che si rivede in te. E quanto sia importante la community oggi, te lo dice il marketing, te lo dicono le vendite e te lo dice soprattutto la gente comune con cui parli: La catarsi è potente, la scrittura è potente Fino a qui abbiamo visto quanto a un brand possa giovare l’inserimento di contenuti scritti nella propria strategia comunicativa, ma non possiamo tralasciare il fatto che che scrivere faccia bene anche a livello emotivo. J.W Pennebaker e J.M Smyth con Il potere della Scrittura ci portano alla scoperta di uno scrivere altamente curativo. Per i due autori (Professore di psicologia uno, e Professore di salute e comportamento l’altro) basterebbe dedicare pochi minuti al giorno alla scrittura per: Addirittura si parla anche di rafforzamento del sistema immunitario. Non a caso lo stesso Pennebaker è considerato l’inventore della scrittura espressiva, intesa come legame reale tra salute emotiva e salute fisica/mentale. Insomma, una vera terapia. Ed effettivamente, se penso al mio percorso personale, vivo e ho vissuto per tanto tempo la scrittura proprio come sfogo emotivo e personale.

quanti -articoli- pubblicare -sul -blog
Scrittura web, Blog consigli

5 Domande che devi farti per capire quanti articoli pubblicare sul tuo blog

Un articolo al mese Un articolo al mese? Forse si, o forse no. La verità è che ci focalizziamo sempre sulle quantità: tante visualizzazioni, tanti follower, tanti, anzi tantissimi contenuti. E ne vogliamo di più: più attenzioni, più contatti, più commenti, perché in fondo questo ci fa sentire al sicuro. Al riparo da tutti i dubbi che assalgono chiunque si esponga, anche lavorando online. Così, quando mi chiedi quanti articoli pubblicare sul blog se sei una libera professionista (e dunque il tuo lavoro è un altro), ci resti anche male appena pronuncio il fatidico “dipende”. Lo so, il dipende è antipatico, ma tutto sommato non è una brutta risposta. Ti spiego perché, quindi continua a leggere. Per sapere quanti articoli pubblicare sul blog parti dal perché Se hai un blog professionale (a cosa serve il blog se sei freelance) avrai sicuramente impostato una strategia super vincente di contenuti, vero (se ti serve una mano scopri i miei servizi di scrittura e gestione totale blog e SEO)?! Se invece per qualunque motivo non l’hai ancora fatto, magari solo perché sei all’inizio del tuo percorso da “penna felice”, allora prima di soffermarti sul quanto, dovresti passare necessariamente prima dal perché. Mi spiego meglio. Dato che sei una libera o un libero professionista, si presuppone che tu non abbia le stesse esigenze di chi vive di blog ( cioè i blogger: chi lo fa per mestiere e guadagna proprio dalle visualizzazioni degli articoli), ma hai sicuramente degli obiettivi differenti legati all’utilizzo di questo strumento di inbound marketing. 5 Domande per capire quanti articoli pubblicare sul blog professionale 1 Quali sono i tuoi obiettivi? Non tutti i progetti sono uguali, e questo vale offline, nella vita vera, e anche per l’online, che è forse adesso la nostra vera vita. Ma mi rendo conto che quando si parla del digitale c’è sempre quel “di più” che fa capolino. È normale, ed è legato al fatto che la rete ci offre un’ampia gamma di pubblico, tutto insieme anche nello stesso momento (pensa alle storie o alle dirette di Instagram). Considera però, che come sempre, se non ti poni degli obiettivi o scadenze (definiscili come vuoi), rischi di arenarti ancor prima di mettere la barchetta in mare. Ti parlo sempre di tutte le cose belle che ti porta il blog, e lo faccio perché ci credo davvero, quindi non sono qui per scoraggiarti, ma piuttosto per invitarti a “bloggare” in maniera più ragionata. 2 A chi parli? Non ti farò tutta la tiritera sul target, perché ormai lo sai, se non scrivi per qualcuno di “reale” e per le sue vere necessità, allora stai già perdendo tempo. Il concetto di reader personas che tanto ci aiuta nella scrittura, non basterà se non settiamo bene tutti gli elementi di questo ecosistema fantastico chiamato blog. Un blog professionale è fantastico proprio perché ti connette al tuo target in maniera diretta, anche se meno “prepotentemente” dei social. Qui ci possono essere dei ritmi differenti, l’importante è che coincidano anche con le aspettative del tuo lettore ideale di riferimento. Perché si, è tutto molto bello, ma se nessuno ti legge stai perdendo tempo. 3 Quali altri canali utilizzi? Ultimamente stiamo assistendo ad una sovraesposizione di contenuti: quanti ne produciamo quotidianamente? E non parlo solo di chi come me lo fa di mestiere, ormai con i social siamo tutti costantemente impegnati a produrre materiale (scrittura e immagini) per far conoscere la nostra attività professionale. Brave noi, bravi tutti. Ma il problema vero è: chi legge davvero? Proprio per l’ampia possibilità di scelta, per la lettura sempre più disfunzionale, e anche per la velocità stessa di fruizione a cui ci siamo abituati (il magico dito che scrolla continuamente sullo smartphone), succede che, da utenti/lettori, noi stessi ci affanniamo per capire effettivamente cosa ci interessa davvero. Insomma, chiedersi sempre se il gioco vale la candela, se vale effettivamente la pena essere ovunque, e produrre materiali come non ci fosse un domani. Ecco, io direi sì di sfruttare al massimo le potenzialità del digitale senza farsi ingurgitare da esso. 4 Quanto tempo hai a disposizione? Il “non ho tempo di scrivere” ha senso, ma solo se ne hai le prove. Non è perché non ti credo, ma solo per dirti di misurare tangibilmente il lasso di tempo che avresti a disposizione per: Sto esagerando? Dimmelo subito! Se proprio ti rendi conto che il ritmo non sarebbe sostenibile hai solo due vie: 5 Quanto ne… SEO? O meglio, quanto ne sai di SEO? Mi riferisco alla scrittura in ottica SEO, in modo tale da rendere i tuoi articoli più in linea con le aspettative dei tuoi lettori tipo, e, ovviamente, anche di Google. Non ti occorre essere un guru in materia, ma potresti pensare ad un percorso di formazione sulla scrittura in ottica SEO, che ti possa portare a gestire in autonomia il tuo blog professionale (se è quello che cerchi ho la soluzione per te). Quanti articoli pubblicare quindi? Si lo so, tu sei qui perché vuoi il numero perfetto per te, ma ti dovrai accontentare di “indicazioni”, perché la verità è che una strategia editoriale deve essere fatta su misura, proprio come il bel vestito perfetto per te. Di conseguenza, tieni presente che più pubblichi più avrai modo di: Di fatto, con 2 articoli al mese, avrai le probabilità di posizionamento “dimezzate” rispetto a chi ne pubblicherà 4 al mese. Eppure, benché la quantità, è innegabile, sia un fattore importantissimo, mi sento di rassicurarti sul fatto che non è tutto. O meglio, considera sempre che ad oggi, la qualità, la pertinenza, la rispondenza all’intento di ricerca, possono fare la differenza! La costanza di pubblicazione Altro elemento da tenere presente quando ci si chiede quanti articoli pubblicare è la costanza di pubblicazione. Che tradotto significa: anche poco, ma puntualmente. Sparire da un blog professionale non è mai cosa buona e giusta, vuoi sapere perché? Riassumendo Per sapere quanti articoli al mese pubblicare sul tuo blog professionale ti consiglio di: Quindi, che siano 2, 4,

scrivere-per-altri
Scrittura web, SEO copywriting

Il piacere di scrivere per gli altri

Quando si parla di scrittura si affrontano tanti argomenti, ma poche volte ho sentito parlare del piacere di scrivere per gli altri. Io scrivo per gli altri, e sono felice. Scrivere bene è anche misurarsi con tematiche differenti, ritmi necessariamente diversi, e vuol dire sintonizzarsi su tono di voce e target sempre nuovi. Una passeggiata? Non proprio. Insomma, calarsi nei progetti altrui non è certo semplice, e invece a mio avviso la professione del web writer è molto sottovalutata e sottostimata. Il valore che c’è dietro il costante sforzo qualitativo è molto importante, così come riuscire a trattare argomenti spesso molto lontani tra loro. Considera che, a mio avviso, saper scrivere bene non vuol dire necessariamente essere bravi nel farlo per altre persone. Web writer felice Quando scrivere per altri ti rende felice Sono una SEO copywriter felice, perché consapevole che scrivere per gli altri è l’attività che più amo. Questa cosa, devo ammetterlo, l’ho capita strada facendo, mano a mano che ho avuto modo di seguire progetti e mettermi alla prova, ne ho assaporato davvero il gusto. Ho iniziato, come spesso accade, perché amavo scrivere, punto. Amavo scrivere per me, nei miei diari, sul mio primo blog, poi sui social (sia con agenzie che in forma privata), al pc, o con carta e penna. Poi ho iniziato a studiare anche la scrittura SEO, sorprendendomi io stessa ad amare qualcosa di “tecnico”, si, proprio io che sono sempre stata quella dallo scrivere intenso, emotivo, “ricamato”. Alla fine ho capito come collegare il tutto: A poco a poco mi sono resa conto di amare tanto anche scrivere per altri. È un po’ come quando fai un gioco di società più per stare con gli amici che per il gioco stesso, e poi ti scopri ad amarlo immensamente (è successo anche a te?). Come scrivere bene per altre persone? Se sei qui probabilmente ti interessa anche capire come scrivere bene per altri. Come diventare web writer felici? Vorrei darti il consiglio del secolo, ma il consiglio migliore è quello di seguire il tuo flusso, non il mio. Ci sono però delle certezze, a mio avviso, che dovresti avere anche tu: Oltre a tutto ciò, credo che più di tutto serva empatia. Ma non quella tanto decantata dalle frasi motivazionali che troviamo sui social, parlo di qualcosa di più sottile, ma ben più potente. Quando scrivo per il blog di una libera professionista (se hai bisogno di delegare la scrittura o la SEO scopri i miei servizi), mi ci tuffo a pieni polmoni. In che senso? Nel senso che faccio mio il progetto, lo coltivo come farei con le mie cose, anzi, di più in verità. Non è mai troppo scontato, credimi. Scrivere per gli altri e farlo bene: 6 consigli pratici 1 Studia a fondo la persona Se anche tu sei freelance, e ti rapporti direttamente con il cliente, comincia dallo “studio”. E quando dico studio non dico solo limitandoti a quello che ti dice a parole, ma intendo dire che devi andare oltre. Posto che tu sappia già quali sono i suoi obiettivi editoriali, e anche il target di riferimento (magari avete già creato le sue reader personas), focalizzati anche su altro: E potrei continuare. Sbircia le sue risposte sui social, cerca di scorgere tratti della sua personalità che non sono comunicabili solo a voce. Fa le dirette su Instagram o i Reels? Segui, interagisci. 2 Traccia un profilo Prendi carta e penna e: Insomma, prova a delineare una sorta di identikit della tua professionista. Ovviamente non siamo psicologi, ma possiamo buttare giù qualche idea, pensiero profondo, che ci possa aiutare, a produrre dei contenuti “su misura”. Su misura del target, certo, ma anche del nostro committente. 3 Approfondisci la materia Spesso, mi chiedono come faccia a scrivere per altri, anche di cose su cui non sono formata e non ho competenza. Non sono tuttologa, tutt’altro, ma sono una persona che approfondisce, studia. Mai limitarsi solo alle informazioni che ti lascia il cliente, perché tante volte sono confuse e frammentarie, o magari sono frutto di voli pindarici difficili da rendere concreti (perché ricordiamo che oggi fare una buona SEO vuol dire scrivere innanzitutto per i lettori. Hai letto il mio articolo sulla Community Hoepli editore?). Cerca altre fonti, sempre autorevoli e verificate, e dedica tempo ad organizzare i contenuti di quel post blog. 4 Santa scaletta Io sono per la scaletta. Vecchia scuola? Forse, anzi, dati i miei anta, sicuramente si. Utilizzare la scaletta è per me un modo importante per organizzare i pensieri, per poi vederli prendere forma. Prima ancora di arrivare alla creazione della tua scaletta perfetta, puoi anche pensare di sfruttare mappe mentali e concettuali per una strategia a prova di lettore. Questo schematizzare i concetti principali renderà più semplice il lavoro di scrittura, perché ti darà modo di riflettere sulle varie sfaccettature di quella tematica, che potrebbero sfuggire se non messe bene a fuoco. 5 No bozza no party Sfrutta la possibilità di redigere i tuoi testi in bozza. Questo è un consiglio che vale sempre e per tutti, perché dalla bozza, l’articolo si trasforma in una farfalla (ops gioco di parole bozza, bozzolo!) bellissima. Se ci pensi bene la bozza nasce proprio per questo: Quindi non impazzire con la prima stesura, piuttosto fai una lunga pausa e poi struttura sempre di più e, a fondo, il tuo contenuto. 6 Chiedi un feedback Scrivere per altri non vuol dire avere poteri magici, così accade che se anche fai tutto benissimo, la persona potrebbe non sentirsi rappresentata al meglio dai tuoi scritti. Innanzitutto, no panic. Soprattutto in una fase iniziale, quando ancora non c’è un ritmo consolidato (anche di tono di voce e padronanza della materia), non c’è niente di male, anzi, è opportuno chiedere un feedback anche sul singolo articolo. Segna quello che va bene, e le eventuali cose migliorabili, vedrai che piano piano troverete il vostro ritmo. La scrittura è un dono o si coltiva? La scrittura è un dono. Ne sono stata convinta a

idee-per-blog
Scrittura web, Blog consigli, SEO copywriting

Idee per un blog: 5 modi per trovarle

I contenuti per il tuo blog non cascano dal cielo Il tuo bellissimo blog professionale sarebbe pronto per spiccare il volo, se non fosse che non sai proprio cosa scrivere. O meglio, i primi articoli magari sono anche sono pronti, ma adesso hai la classica sindrome del foglio bianco, quella del “adesso cosa scrivo?”. Ecco perché ho pensato a te, che ti stai crogiolando da giorni in attesa che qualcosa cambi, ma sappi che le idee per un blog non cascano dal cielo, devi essere tu a farle arrivare. La bella notizia è che ci sono tanti modi per stimolare la creatività e l’inventiva anche nella scrittura per il web, ti lascio alcuni suggerimenti per aiutarti in questa impresa. Poi mi fai sapere come va? 1 – Cerca le idee per i tuoi articoli su Google Si, non ho scoperto io l’America, eppure ti assicuro che tante volte le cose che sembrano scontate poi non lo sono affatto. E adesso tu mi dirai “eh, ma se non ho idee cosa cerco su Google?”. Devi cercare l’ispirazione, non l’idea già pronta, e vedrai che poi l’illuminazione vera e propria si paleserà bella e luminosa nella tua mente. Mi spiego meglio. Se hai già in mente l’argomento principale che desideri trattare (e dai, di certo questo lo sai) prova innanzitutto a cercarlo su Google: ti si aprirà un mondo fantastico, quello della SERP e pieno di risposte alle tue domande. Zio Google ci mette a disposizione Google Suggest che è un ottimo strumento per trovare sia parole chiave che nuovi argomenti di cui parlare. Tra l’altro, è proprio lì a portata di mano e come sai è completamente gratuito, ed è anche la prima cosa da fare (poi lo vedremo insieme, o se vuoi approfondire bene e subito contattami per la tua formazione di seo copywriting personalizzata), ancor prima di iniziare ad approcciarsi alla vera ricerca di “parole chiave”, per posizionare online il tuo sito o blog. Come vedi dall’immagine, ma di sicuro l’avrai già notato milioni di volte, è lo stesso motore di ricerca a suggerirci eventuali altri argomenti correlati alla stessa area semantica (trattasi in sostanza di possibili keyword, se poi sono appetibili è un discorso a parte, legato ai volumi di ricerca). A questo punto la tua mente comincerà a svolazzare come la farfalla o come la donna delle pubblicità che indossa l’assorbente con le ali (libera e felice), e le idee sbocceranno da sole. Ma tranquilla, se questo ancora non avviene puoi giocarti altre carte. 2 – Studia i competitor Le idee per un blog non si coltivano, lo abbiamo capito, ma le alternative non mancano. Lo studio dei competitor, molto importante lato SEO, è fondamentale anche per la parte dei contenuti. Ammettiamolo, ormai siamo in tanti in ogni campo, e ci sono tanti professionisti super validi in rete, che riempiono i loro blog di cose davvero utili per gli utenti in target. Ricordi l’ispirazione che ti dicevo di cercare su Google? Puoi cercarla anche così, ma occhio a non fare la grande assurda sciocchezza (apprezza che mi sto censurando) di copiare, si, so che non sei il tipo ma meglio precisarlo: non solo è eticamente scorretto, ma peggio, di più. Non si fa. Punto. Quello che invece puoi fare benissimo è prendere spunto e farti delle domande: Valuta attentamente tutto e probabilmente, la giusta osservazione ti aiuterà a farne nascere tante altre di idee, siano esse per il tuo blog professionale che per i tuoi social (sai che puoi attuare una strategia multicanale? Con la consulenza di comunicazione contattami per avere informazioni). 3 – Entra nelle community In molti settori le community sono una miniera di informazioni e idee che galleggiano nella bacheca ad ogni post. Sta solo a te esser pronta a coglierne le sfumature. In particolare le community Facebook, quando funzionano, ti danno modo di toccare con mano le esigenze reali del tuo target di riferimento. Spesso si tende a sottovalutare le potenzialità di questo tipo di approccio, ma parlando per esperienza personale, molte delle idee travate poi più utili dal target (e lo so dalle visualizzazioni di Analytics)di riferimento sono arrivate nel piano editoriale proprio da qui. 4- Ascolta Ascolta, osserva attivamente quello che ti circonda, le idee sono già in circolo, già in viaggio verso di te. 5 – Vai in trasferta Per trovare idee per un blog devi andare in vacanza? Anche si, ma non intendevo questo. Porta in trasferta la tua mente: Questo a cosa serve se poi il mio blog è in Italia? Serve proprio alle idee, a cambiare approccio, ad avere forma mentis e visioni che differiscono dalle nostre (come ideologia popolare). Ammetto che è un’attività che richiede tempo, impegno, se come ti destreggi con l’inglese ma non sei certo madrelingua. Eppure se provassi a mettere in agenda, questo tipo di ricerca, stai sicura ti stupiresti dei risultati. Ricomincia da 0 Adesso che le idee non ti mancano, corri ad impostare il tuo piano editoriale vincente. A prescindere da questi 5 modi per stimolare la tua raccolta di idee (poi ne vedremo altri), sono certa che tu ne abbia già tante a disposizione: metti a nudo le tue competenze, sei tu il punto 0 da cui partire e scommetto che pioveranno contenuti di valore. Se ti serve aiuto con un piano editoriale SEO che massimizzi i tuoi risultati… corri a leggere come ti posso aiutare!

Torna in alto